Uno dei farmaci consigliati in caso di disfunzione erettile è il Levitra, anche nella sua forma generica. Può essere utilizzato anche come stimolante, ed è anche per questo che molti ne fanno uso, ma bisogna fare attenzione agli effetti collaterali che di solito derivano da una dose troppo elevata.
Bisogna tenersi infatti al di sotto dei 20 mg giornalieri, che scendono a 5 mg per le persone sopra i 50 anni, e non utilizzarlo regolarmente. Questo farmaco reagisce male con altri a base di nitrati, e inoltre sarebbe meglio non consumarlo in caso di pressione troppo alta o troppo bassa, a meno di non utilizzare la dose minore.
Oltre ai farmaci, è necessario fare attenzione alla dieta: la presenza di una quantità eccessiva di grassi, infatti, influisce molto sul principio attivo, il Vardenafil, e sono quindi necessarie dosi maggiori. Anche l’alcool, lo stato di salute e l’età sono dati importanti da considerare.
A seconda quindi della storia personale di ogni consumatore, è necessario utilizzare una quantità maggiore o minore di principio attivo. Esistono anche persone molto sensibili per le quali bastano effettivamente dosi molto basse, ed è per questo che si raccomanda sempre di provare le versioni da 5 o 10 mg prima di passare a quella da 20.
Per chi si ammala spesso di influenza c’è una buona notizia che proviene da una ricerca sulla salute e benessere tutta italiana. Dei ricercatori dell’Università Vita Salute San Raffaele di Milano, hanno infatti trovato un anticorpo capace di sconfiggere quasi tutti i virus influenzali che si sono manifestati negli ultimi novant’anni. Per il buon esito è stato necessario analizzare il DNA di un individuo che non si era mai ammalato di influenza, nonostante fosse stato spesso a contatto con il virus. Fra i suoi geni è stato trovato quello che codifica per un anticorpo “universale” che è stato testato con successo su una grande varietà di virus, da quello dell’influenza spagnola (1918) a quello della suina (2009), e, sembra, anche il virus dell’influenza aviaria che è molto mutevole e perciò difficile da trattare.
Grazie a questa scoperta si potrebbe produrre quindi un vaccino da farsi solo una volta nella vita: i vaccini influenzali infatti devono essere ripetuti ogni anno non perché “scadono” ma perché i virus che la scatenano sono diversi ogni volta; in questo modo non ci sarebbe più bisogno di vaccinarsi dopo la prima volta.
La ricerca, ad opera di Massimo Clementi e Roberto Burioni, è stata pubblicata recentemente su PlosOne.